Primo comandamento: non arrossire

Ciao, oggi vorrei condividere con te un’esperienza che ho vissuto giorni fa nel mio studio. Riguarda una persona molto timida e se lo sei anche tu, prosegui nella lettura.

Devi sapere che spesso mi succede di avere a che fare con clienti timorosi, timidi, insicuri. Clienti che si dichiarano totalmente incapaci di gestirsi di fronte all’obiettivo di una fotocamera. In questi casi, ovviamente, il mio approccio sarà studiato anche intorno a queste caratteristiche. Persone diverse richiedono attenzioni diverse. 

Parte del mio lavoro, in effetti, molto spesso sta proprio nel trovare il modo corretto di far sentire il cliente che ho di fronte a proprio agio.

“Sii te stesso, al resto penso io”

Ma ritorniamo a qualche giorno fa. La donna che ho dovuto ritrarre era senza ombra di dubbio alcuno, la persona più insicura che penso di aver incontrato. Si è rivolta a me con una sola richiesta generica:

“voglio un’immagine che faccia esattamente quello di cui tu parli nei tuoi post e nei tuoi video”

La persona di cui ti sto parlando è la mia compagna e dunque sta con me ogni giorno. Potrai quindi pensare che la foto che vedi qui sotto sia per certi versi “falsa”.

Questo perchè della persona che ho al mio fianco ho una visiona più profonda rispetto a quella di una che conosco per la prima volta in poche ore.

Avrei potuto evitare di dirti questo, perchè tu arrivi sul mio post ora e potresti tranquillamente non conoscermi.

Tuttavia te ne parlo per due motivi:

  1. il processo che metteremo in atto sarà esattamente quello di conoscerci: con una prima chiamata che mi permetterà di capire chi sei cosa fai e dove vuoi arrivare;
  2. anche nel momento in cui ci incontreremo, nonostante magari tu voglia entrare subito in studio e scattare, non ti aspetteranno le luci pronte per “salire sul palco”. Scambieremo ancora quattro chiacchiere. Un momento necessario per entrare in sinergia con me e farmi capire quali sono le tue necessità.

Talvolta non è sufficiente una telefonata. Quando si è al telefono si cerca di mantenere un rapporto professionale e distaccato, che viene abbattuto nel momento in cui ci si stringe la mano e si beve, perché no, un caffè insieme.

Torniamo ora ad alcuni giorni fa. Dopo avermi chiesto di “regalarle” ciò che prometto nei post, ha poi però messo le mani avanti:

“non sono fotogenica, non c’è una sola foto mia in cui mi riveda, non mi piaccio… “

Per quanto possa conoscerla a fondo ho cercato comunque di pormi come avrei fatto con un qualsiasi cliente, cercando di capire cosa volesse trasmettere attraverso gli scatti che avremmo fatto.

In realtà ciò che voleva era semplicemente piacersi e levarsi di dosso l’etichetta della bionda Riccioli D’Oro, dimessa e sempre in secondo piano.

Sarò onesta il lavoro non è stato semplice. Ma il risultato è stato qualcosa di eccezionale.

Foto e timidezza: superare l'imbarazzo da fotocamera
Foto e timidezza: superare l’imbarazzo da fotocamera

Quando le ho consegnato gli scatti è rimasta letteralmente a bocca aperta.

“Sono io, posso vedermi, trasmetto il giusto messaggio… “.

Le stesse persone che la conoscono da tempo, dopo aver visto la sua nuova foto profilo l’hanno contattata felici di vederla per la prima volta per ciò che è. Questo è esattamente ciò che faccio. Questo è ciò che i miei clienti pensano al termine del mio lavoro.

Ho deciso di parlarti della mia compagna perché si è certi che una persona che hai al fianco quotidianamente sia più facile da fotografare.

Ti faccio però una sola domanda: tu porteresti mai tua moglie in azienda?

Se anche tu ti senti un Brutto Anatroccolo, se anche tu vuoi toglierti di dosso un’etichetta che senti non appartenerti, se vuoi una foto che possa realmente parlare di te e di ciò che fai, se anche tu vuoi riconoscerti nella tua immagine non esitare e CONTATTAMI o iscriviti ai miei canali!

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